Manifesta 12 Education Club

Education Hub at Piazza Uditore, Palermo. © Manifesta. Photo by CAVE Studio

Cambiamento sociale attraverso la cultura
In che modo la pratica sociale può cambiare le iniziative culturali?

Palermo
19—20 ottobre 2018

Organizzato dall’Education Department di Manifesta 12, l’Education Club e i suoi partecipanti esplorano la zona grigia fra mediazione culturale e pratica sociale, un’area indistinta in cui i due ambiti si sovrappongono, coesistono e ognuno si avvale dei metodi dell’altro.

È in questa zona grigia che ci siamo trovati nei primi giorni della ricerca a Palermo. Qui abbiamo incontrato la maggior parte dei nostri collaboratori locali e gli alleati del Programma di Educazione e Mediazione della Biennale. Ed è proprio questo spazio grigio che l’Education Hub di Manifesta 12 continua a indagare.

La comunità temporanea dell’Education Club intende portare una ventata di aria fresca nel dibattito attuale favorendo la diffusione di nuove prospettive. Gli argomenti (i temi) vengono ridefiniti costantemente in base ai dubbi, alle riflessioni, all’accettazione e alla valutazione dei fallimenti – ma anche alle modalità non verbali di comunicazione e partecipazione. Con questo metodo si possono affrontare le questioni ricorrenti evitando generalizzazioni, ripetizioni e momenti di stanca.

Punto di partenza delle sessioni è la possibilità di costruire relazioni, di creare e coinvolgere comunità all’interno dei progetti specifici di Manifesta 12 a Palermo, e di confrontare questa nuova esperienza con pratiche analoghe portate avanti in Sicilia, in altre città italiane e a Marsiglia, un altro hub del Mediterraneo, nonché la città ospitante di Manifesta 13. In risposta alle sfide di ogni caso particolare, il programma è diviso in tre sessioni tematiche volte a discutere alcuni aspetti della progettazione partecipativa, dell’educazione informale nelle scuole e della convergenza tra mediazione culturale e pratica sociale. La facilitazione grafica in tempo reale durante le sessioni è affidata a Housatonic (Bologna).

Venerdì 19 ottobre | mattina

Il contesto
La Biennale: da mostra d’arte a potenziale piattaforma di cambiamento sociale

L’identità di Manifesta – in bilico tra biennale artistica autonoma di espressioni simboliche e strumento politico e civile di cambiamento sociale – era una questione particolarmente urgente nel contesto palermitano. Lavorare in un ambiente urbano come quello di Palermo ha spinto Manifesta a inventare una nuova metodologia di ricerca – lo studio della città – e un nuovo modello di team curatoriale, quello dei mediatori creativi. Manifesta rappresenta una piattaforma interdisciplinare, inclusiva e partecipativa che cerca di motivare le persone e le istituzioni creando progetti transitori e di cambiare il modo in cui percepiamo e mediamo i conflitti della nostra epoca.

Intervengono: Hedwig Fijen (Direttrice, Manifesta) e Stefan Kalmár (Direttore, ICA, London)

Sessione 1  
Cambiando prospettiva: dal fare per al fare con
Il progetto partecipativo e i suoi limiti

Le pratiche partecipative, come strumento per co-ideare progetti efficaci, sono diventate un argomento sempre più centrale non solo nel mondo aziendale e in politica, ma anche nelle agende delle istituzioni culturali. La maggior parte dei progetti di Manifesta 12 è basata proprio sulla partecipazione. Questa sessione prende in considerazione gli aspetti critici e i limiti della partecipazione insiti nella natura del progetto, come i limiti di tempo e l’intervento esterno.

  • Qual è il valore aggiunto dell’approccio partecipativo?
  • Cosa bisogna garantire perché un progetto partecipativo sia efficace?
  • Come cambia la pratica partecipativa nei progetti nomadi?
  • Ci può essere un obiettivo sostenibile negli interventi a breve termine?

Intervengono: Carmelo Rodríguez (Enorme Studio, Madrid, per il progetto Education Hub, Dipartimento Educazione Manifesta 12), Perrine Détrie (Yes We Camp, Marseille), nome da confermare (Fondazione Matera-Basilicata 2019, Matera)

Venerdì 19 ottobre | pomeriggio

Sessione 2
Stai facendo mediazione culturale o lavoro nel sociale?
Trovati a lavorare nel sociale

Già da tempo gli artisti hanno introdotto pratiche di impegno sociale nelle istituzioni culturali e nei musei. Alcune istituzioni hanno individuato nel cambiamento sociale una parte della loro missione e della loro responsabilità, o persino un modo per giustificare il proprio operato. Parallelamente, le organizzazioni che svolgono attività sociali spesso cercano nuovi strumenti per incrementare e incoraggiare la partecipazione, rintracciabili nelle pratiche di artisti, musicisti, performer e altre personalità creative. Tuttavia, i progetti promossi dalle istituzioni culturali e dagli operatori sociali raramente risultano soddisfacenti o vengono posti su un piano di parità.

  • Gli operatori sociali dovrebbero valutare i progetti culturali socialmente impegnati? E da parte loro, gli operatori culturali dovrebbero prendere in considerazione il valore artistico dei progetti sociali?
  • Bisogna tracciare una linea di demarcazione tra la mediazione culturale e il lavoro nel sociale?
  • È compito (dovere) degli operatori culturali rispondere alle questioni sociali?
  • C’è un livello di qualità artistica per i progetti sociali?

Intervengono: Céline Rousseau (Le Gare Franche, Marseille), nome da confermare (Quartiers Créatifs, Marseille), Nico Angiuli (visual researcher, filmmaker e performer, Bari)

Il workshop sarà condotto da Stephen Pritchard (Newcastle, UK)

Sabato 20 ottobre | mattina

Sessione 3
La povertà educativa riguarda le istituzioni culturali?
Alla ricerca di un posto nelle scuole

Il dibattito sull’educazione informale/artistica nelle scuole italiane ha più di trent’anni. Cinque anni fa un nuovo punto di vista sul tema è stato lanciato con l’introduzione del concetto di ‘povertà educativa’. La cultura gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro la povertà educativa, ma la collaborazione tra l’educazione formale e le istituzioni culturali rappresenta ancora una sfida per entrambe le parti. Il punto di partenza di questa sessione è l’esperienza di Manifesta 12 nel creare, insieme alle scuole palermitane, un kit di strumenti di mediazione.

  • In che modo la cultura contemporanea dovrebbe entrare nelle scuole? E quale posto dovrebbe occupare?
  • Come raggiungere un’intesa tra insegnanti e mediatori culturali?
  • Quali misure devono essere adottate per legittimare le iniziative culturali contemporanee nelle scuole?

Intervengono: Valentina Mandalari (Coordinatrice del progetto ‘Un Sacco di Palermo’, Dipartimento Educazione Manifesta 12), Annamaria Cilento (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino), Annabelle Arnaud (FRAC, Marseille)

Il workshop sarà condotto da Gloria Vitaioli (Firenze, Italia)

Partecipazione:
Gratuita
Lingue: inglese e italiano, con traduzione simultanea.

L’Education Club di Manifesta 12 ha un numero di posti limitato e prevede due diversi livelli di partecipazione riservati ai membri del club (previa candidatura) e al pubblico (previa registrazione). La parte principale di ogni sessione è rivolta al pubblico, mentre la sezione workshop è riservata ai partecipanti.

Application per i membri

Profilo dei membri del club: membri attivi della comunità professionale, interessati a una o a tutte e tre le sessioni (il pranzo verrà fornito) e impegnati nella partecipazione ai workshop.

Le candidature online sono aperte fino al 5 ottobre.

Registrazione per il pubblico

Profilo del pubblico: professionisti e non, interessati a partecipare a una o a tutte e tre le sessioni come uditori o intervenendo nella discussione.

La registrazione online è aperta fino al 12 ottobre.

Manifesta 12 Education Department
engage@manifesta.org
+39 339 36 26 191

Per saperne di più sulle attività di Manifesta 12 Education, visita manifesta12.org/education