Venues: Palazzo Butera

Situato nell’antico quartiere della Kalsa, Palazzo Butera   presenta un primo impianto riconducibile alla fine del Seicento, ma la sua configurazione architettonica si colloca nel pieno Settecento. Il palazzo è appartenuto alla nobile famiglia dei Branciforte, che nel corso del tempo ricevettero l’investitura di principi di Butera.

Tre disegni progettuali dell’architetto Giacomo Amato relativi al palazzo, sono conservati nel Libro di disegni di Amato, oggi nel Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. La datazione del progetto si può collocare entro il 1728, perché si parla ancora di “casino” del duca Branciforti, e non del principe di Butera. Un primo intervento di rinnovamento integrale degli ambienti si colloca fra il 1734 e il 1736, in coincidenza con l’incoronazione di Carlo III di Borbone a Palermo (4 luglio 1735).  Nel 1737, il principe Ercole Michele Branciforti chiese il permesso al Senato palermitano di costruire una terrazza sulla strada dei Cattivi, per conformare il palazzo ai due edifici vicini, che sporgevano rispetto al suo di sedici palmi. Dopo l’incendio scoppiato a palazzo nel 1759, che distrusse gran parte degli apparati interni, il principe attuò una politica di ampliamento affittando per cinque anni il palazzo che affacciava sulla piazza di San Niccolò, di proprietà dei Benso, duchi di Verdura, ma soprattutto acquistando in contumacia il palazzo di Francesco Moncada, conte di Caltanissetta. È a partire da questo momento che Palazzo Butera acquisisce le dimensioni monumentali che lo rendono secondo solo a palazzo Reale, nella città di Palermo. A questa fase corrisponde una campagna decorativa che vide come protagonisti della decorazione delle volte Gioacchino Martorana e Gaspare Fumagalli, pittori che operano congiuntamente in più occasioni. Al primo spettano le figurazioni al centro delle volte, al secondo le quadrature architettoniche eseguite a trompe l’oeil.

Cenni storici forniti da “Palazzo Butera – Francesca and Massimo Valsecchi collection”